VINI DEALCOLATI
Benvenuto nella nostra vetrina del vino dealcolato.
I migliori vini dealcolati del mercato italiani ed esteri dalla speciale selezione Zeroalcol
Se cerchi uno vino dealcolato italiano o estero,
qui trovi delle bevande alternative analcoliche di qualità
prodotte con la dealcolazione di ottimi vini italiani o esteri.
Ci occupiamo da oltre un decennio di vini dealcolati: sono un’alternativa a quelli alcolici perché hanno una gradazione dello 0,0% o inferiore allo 0,5% e sono ottenuti dalla dealcolazione del vino. Con gli stessi termini vengono chiamate erroneamente anche quelle ottenute da succhi o da mosti prefermentati di uva. Le differenze con i vini dealcolati sono proprio la materia prima, già fermentata, e poi il processo di dealcolazione: il vino alcolico, che dopo la fermentazione diventa una materia prima, e la rimozione accurata del suo alcol diventano due elementi fondamentali per definire le tipologie di vino delcolato e vino analcolico.
Ciò non significa che gli altri siano prodotti di qualità inferiore perché un ruolo cruciale lo giocano sempre la qualità dei produttori di uve come del vino di base e poi quella delle aziende specializzate nella dealcolazione professionale. A livello popolare capita spesso di sentire usare indistintamente i termini vini dealcolati, quelli derivati dal vino, o vini analcolici, derivanti invece da succo d’uva o mosto non fermentato.
Per questi motivi le differenze tra un banale succo o mosto d’uva non di alta qualità, con alta concentrazione di zuccheri e conservanti, e i cosiddetti vini dealcolati o i vini analcolici, si possono sentire al naso e in bocca al momento dell’assaggio. Infatti la prova di un solo prodotto non è significativa per comprendere anche le differenze tra un vino analcolico e un vino dealcolato. Se le bollicine aiutano a diminuire le distanze tra di essi nel caso di spumanti analcolici, le evidenze emergono spesso tra i fermi, soprattutto tra i rossi.
I metodi di dealcolazione più diffusi sono a livello generale la filtrazione per osmosi inversa, la più utilizzata in Italia, e la distillazione sotto vuoto, più diffusa all’estero.
Se non si sceglie la pastorizzazione prima dell’imbottigliamento, ai vini dealcolati si possono aggiungere dei solfiti a quei pochi rimasti dopo la dealcolazione.
Non esiste un metodo di dealcolazione migliore di un altro perché è il risultato finale apprezzato o meno dal pubblico a fare la differenza in base ai propri gusti personali e alla qualità del prodotto. Del resto i vini dealcolati, pur essendo stati ormai sdoganati anche dalle istituzioni pubbliche, non sono vini nel senso tradizionale e ricadono nella grande categoria delle bevande analcoliche. Informare correttamente i clienti permette di evitare errori mettendo tutto sullo stesso piano senza considerare le dovute differenze. È improprio paragonare questi vini senza alcol ai vini tradizionali come se fossero identici e per questo motivo il grande pubblico, prendendo esempio dalla birra analcolica, usa dei termini approssimativi per descriverli come vino analcolico, spumante analcolico, prosecco analcolico, champagne analcolico, ecc., abusando dell’aggettivo analcolico in aggiunta a qualunque termine del mondo del vino tradizionale.
Un volta comprese le differenze basilari, le caratteristiche su cui soffermarsi nella valutazione sono: le doti organolettiche della bevanda, che deve essere più naturale possibile senza l’eccesso di aromi che ne stravolgano il sapore; il colore che rispecchi il più possibile quello della materia prima; la corposità, punto debole del vino dealcolato e del vino analcolico ma che in alcuni prodotti si riesce ancora a percepire anche se leggermente; alcune sentori derivanti dalla struttura del vino di base; dei cenni di altri componenti come i lieviti, i tannini o altri aromi naturali del vino che non siano coperti da un eccesso di zuccheri residui.
I vini dealcolati non devono essere la sostituzione del vino tradizionale ma un’alternativa naturale e salutare quando non si può o non si vuole bere alcolici.
I vini alcohol free contengono meno calorie del vino da cui derivano e l’assenza dell’alcol ne permette di berne in ogni momento della giornata.
La rimozione dell’alcol dal vino dopo la dealcolazione lascia in eredità a queste nuove bevande gran parte degli elementi benefici, soprattutto nei rossi: ad esempio antiossidanti come i polifenoli e il resveratrolo, i nutrienti come i sali minerali. Si tratta di componenti naturali abbondanti anche nel vino analcolico, derivati dalla materia prima e non aggiunti come nelle solite bevande analcoliche industriali, iper zuccherate e iper caloriche oppure super edulcorate e con aggiunte di vari additivi artificiali.
Un’ultima particolarità del vino dealcolato è che solo la dealcolazione totale porta allo 0,0% che permette la richiesta di certificazione Halal. Il vino halal è perciò una bevanda analcolica ottenuta dalla rimozione totale dell’alcol dal vino che viene testata e analizzata da un organismo esterno autorizzato al rilascio del certificato Halal per l’esportazione nei paesi in cui è una caratteristica indispensabile. In ogni caso essa diventa un’ulteriore attestazione per tutti i clienti della reale assenza di alcol.
Esplorando la gamma di Zeroalcol troverai una vasta selezione di “vini dealcolati” tra cui scegliere quello più adatto ai tuoi gusti.